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Avetrana : Lucia Vacca, Rosaria Petracca e Luigi Conte scrivono alla Corte dei Conti

SI riceve e pubblica

Qui di seguito riportiamo la lettera che i consiglieri Lucia Vacca, Rosaria Petracca e Luigi Conte hanno inviato alla Corte dei Conti

Oggetto: comunicazione da parte dei consiglieri di opposizione Conte, Petracca e Vacca, circa la delibera del Consiglio Comunale (allegata in copia) n. 35 del 06/12/2019 avente il seguente oggetto: “….Riconoscimento di legittimità debito fuori bilancio ex art. 194 lettera a) ed e) del d.lgs. n. 267 del 18/08/2000 di € 1.600.000,00 per mancato adeguamento canone anni 2006, 2007, 2008, 2009, 2010, 2011, 2012, 2013. Approvazione atto di transazione”. Ill. ma Procuratrice, i sottoscritti consiglieri comunali di opposizione Luigi Conte, Rosaria Petracca e Lucia Vacca, intendono sottoporre alla Vostra attenzione la delibera in oggetto rilevando quanto di seguito. PREMESSA Nell’anno 2005 il Comune di Avetrana stipulò contratto di affidamento lavori di “Ampliamento, adeguamento, potenziamento, risparmio energetico, gestione, esercizio, manutenzione ordinaria, programmata e manutenzione straordinaria degli impianti di pubblica illuminazione, ivi compresa la fornitura di energia elettrica e le attività tese al conseguimento del risparmio energetico con l’opzione del finanziamento tramite terzi (FTT) per la durata di anni 30”. Contratto n. di rep. 1949 del 16/08/2005 registrato a Taranto il 26/08/2005 n. 2697 e contratto di modifica n. di rep. 1955 del 14/10/2005 registrato a Taranto il 28/10/2005 n. 3264.

il contratto prevedeva anche un adeguamento annuo del canone che tenesse conto dell’aumento del costo dell’energia e di aumento di energia fornita per ampliamento della rete (in parole povere); nell’anno 2006 si insedia per la prima volta l’amministrazione comunale a guida Mario De Marco; dall’anno 2006 a venire non si è mai proceduto alla valorizzazione dell’adeguamento del canone, al suo impegno di spesa e quindi al suo pagamento; per anni, l’amministrazione comunale De Marco ha accantonato il problema, pur sollecitato anche dalla minoranza; nel 2013 non è più possibile continuare ad accantonare il problema perché siamo già nella fase dei decreti ingiuntivi. TUTTO CIÒ PREMESSO SI CHIEDE E SI DENUNCIA 1. In presenza di un contratto sottoscritto e chiaro, come sia possibile che i bilanci comunali, dal 2006 ad oggi, non abbiano mai riportato né accantonato poste per la copertura della somma per adeguamento del canone. Al rilievo mosso in Consiglio Comunale, la giustificazione portata di ignorare la somma per inerzia degli uffici competenti, dimostra l’estrema impreparazione, incoscienza e indolenza di una classe politica che ha preferito (volontariamente) non gravare il bilancio comunale e condannare così la comunità a pagare somme ingenti e le future amministrazioni ad un bilancio ingessato. Sarebbe stato opportuno in presenza i di costi certi, ancorchè non quantificati, accantonare una somma prudenzialmente approssimativa e procedere celermente alla determinazione del valore dell’adeguamento del canone (in altri termini si poteva accantonare prudenzialmente una somma approssimativa per l’anno 2006 – primo anno in cui sorgeva l’obbligo dell’accantonamento del canone – e attivare celermente gli uffici per accertare la somma da dover accantonare – e pagare – già dall’anno 2007). 2. La mancanza di alcun controllo su quanto previsto dal contratto: stato di manutenzione della rete, conseguimento del risparmio energetico (parte integrante del contratto), efficientamento energetico. 3. Mancato adeguamento del contratto dopo l’ampliamento della rete con l’installazione di nuovi pali nella zona URMU Belsito. Sarebbe stato opportuno ridiscutere il contratto quando furono installati nuovi pali della luce in zona periferica del Comune di Avetrana. CONCLUSIONI È evidente che le amministrazioni che si sono succedute dal 2006 ad oggi (con continuità amministrativa di intenti e di persone) hanno: falsificato i bilanci presentati dal 2006 in poi con la connivenza dei funzionari. Danneggiato il bilancio comunale, e quindi la popolazione amministrata, tanto da indurre l’attuale Sindaco a dire (in Consiglio Comunale) che è stato “costretto” a questo atto per evitare il dissesto del Comune di Avetrana. Si chiede, infine, di accertare le responsabilità di amministratori e funzionari. Avetrana 14/12/2019

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